DESCRIZIONE
Il complesso di Chiese di Lalibela è meta di pellegrinaggio dal XII secolo, quando il re Lalibela, in un contesto politico segnato da forti disordini sociali e politici, fondò un nuovo centro di culto, l’equivalente etiope della città santa di Gerusalemme, irraggiungibile perché conquistata dall’Islam. Lalibela divenne una vigorosa manifestazione di fede, espressione di rinascita spirituale e specialmente delle funzioni liturgiche della Grande Settimana Santa. La collocazione e disposizione di ogni chiesa del sito riflettono un’attenta considerazione della pratica rituale, rendendo l’architettura una particolare espressione dei fondamenti pasquali della fede. La croce, il gioco continuo tra oscurità e luce, il costante rimando al numero tre, l’acqua che purifica, sono elementi strutturali delle chiese di Lalibela che fanno emergere il nesso vitale tra architettura e teologia.
I rituali della Grande Settimana Santa permettono un pellegrinaggio nel pellegrinaggio, perché i fedeli non solo si recano da tutta l’Etiopia a Lalibela, ma qui vi compiono un cammino di fede, purificazione e rinascita, da una chiesa all’altra, poiché ciascuna celebra un evento della vita di Cristo, dal Battesimo al Giordano al Golgota, senza dimenticare la tomba di Adamo e ovviamente i temi della Passione e Risurrezione. Simbolo di orgoglio nazionale, patrimonio dell’Umanità, queste chiese monolitiche, che la Tradizione vuole «scavate nella roccia dagli angeli», sono una meta di pellegrinaggio tra le più suggestive della storia cristiana.
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