DESCRIZIONE DEL CORSO
Il corso di aggiornamento “Geografia del Sacro e paesaggi in movimento” si propone di ridefinire il profilo teorico e operativo della guida turistica contemporanea, trasformandone il ruolo da semplice divulgatore di nozioni storiche a mediatore culturale del territorio, oltreché facilitatore centrale della mobilità lenta. Al centro del percorso didattico vi è il radicale cambiamento di paradigma del turismo religioso e spirituale, con il passaggio dalla rigida logica della meta finale all’esperienza relazionale dell’attraversamento. Attraverso le lenti della geografia culturale e della pianificazione territoriale, il corso analizza i cammini non come meri tracciati viari, ma come “infrastrutture territoriali leggere” e strumenti strategici per il rilancio socio-economico delle aree interne e dei borghi marginali.
I partecipanti esploreranno la transizione dal turismo di massa al cosiddetto “turismo generativo”, un modello in cui il viaggio supera il consumo dello spazio per trasformarsi in un processo co-progettuale, capace di generare valore etico ed economico condiviso tra il visitatore a base motivazionale diversificata e le comunità ospitanti. Il programma adotta una prospettiva comparativa che attraversa i paesaggi italiani, strutturandosi in cinque nuclei tematici fondamentali:
- La lettura geografica e lo sviluppo locale: partendo dal modello policentrico e diffuso di matrice francescana, si analizzerà come lo slow tourism possa innescare economie di micro-ospitalità destagionalizzata e modelli di governance capaci di rigenerare le aree interne.
- La gestione dei grandi assi europei: attraverso lo studio della Via Francigena, intesa come sistema transnazionale, si approfondiranno i meccanismi di governance multilivello necessari per coordinare la tutela dell’identità territoriale e lo sviluppo economico dei margini.
- La pianificazione dei territori fragili: l’analisi dell’itinerario della Romea Strata nei contesti anfibi dell’Italia Settentrionale offrirà un caso di studio su come i cammini fungano da “infrastrutture di cura” e da correttivo sistemico all’overtourism, ridistribuendo i flussi dai poli ipersaturi (come Venezia) verso i margini lagunari minori.
- La costruzione simbolica dello spazio sacro: mediante gli strumenti della geografia culturale, si indagherà il culto di San Michele Arcangelo e la sua “geografia dell’altura”. Si rifletterà sulla verticalità, sulla fatica dell’ascesa e sulle narrazioni della “Linea Micaelica”, fornendo alle guide gli strumenti per tutelare il silenzio e l’autenticità dei luoghi dai rischi di mercificazione.
- Le dialettiche infrastrutturali del Mezzogiorno italiano: il corso si concluderà con il confronto critico tra l’asse monumentale e lineare della Via Appia e la rete reticolare del Cammino Francescano. Analizzando il nodo di Brindisi come cerniera mediterranea tra percorsi terrestri e marittimi verso l’Oriente, si valuteranno le ricadute operative nell’Italia Meridionale (anche in ottica PNRR), bilanciando il rischio di museificazione delle aree archeologiche con la fragilità ricettiva delle reti diffuse.
In sintesi, il corso offre alle future guide turistiche un solido bagaglio interpretativo per leggere il palinsesto territoriale, gestire i flussi in chiave sostenibile e valorizzare il senso storico del passaggio, interpretando la lentezza come un moderno strumento per abitare e dare un nuovo significato al paesaggio.
Coordinatore e responsabile del corso: Prof.ssa Enrica Lemmi
L’Ente di Formazione proponente è la Fondazione Campus Studi del Mediterraneo ed il progetto è svolto in collaborazione e con il supporto tecnico di AIT srl, che metterà a disposizione la piattaforma per le iscrizioni e lo svolgimento delle attività online.
Autorizzato con Decreto Ministeriale prot. n.115356 del 22-07-2026
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DOCENTI
LEZIONI DEL CORSO
05/11/2026 | Lezione 1. Turismo religioso, San Francesco e sistema dei cammini: Geografia del sacro, turismo lento e sviluppo territoriale.
La lezione analizza l’evoluzione del turismo religioso, oggi passato dalla logica della meta finale al concetto di “cammino” come esperienza relazionale e infrastruttura leggera. Assumendo la figura di San Francesco come attivatore geografico, il modello francescano crea una rete policentrica e diffusa che supera il turismo di massa, offrendo risposte concrete per la rigenerazione sostenibile dei borghi e delle aree interne. In questo contesto, lo slow tourism e i cammini diventano strumenti di sviluppo locale e di tutela dell’identità territoriale, capaci di generare una micro-ospitalità destagionalizzata. Per tradurre questa pratica in un modello etico, la riflessione evidenzia infine la necessità di una governance strutturata, dove la lentezza si trasforma in un approccio nuovo per abitare il territorio e riscoprire l’autentico senso dei luoghi.
11/11/2026 | Lezione 2. Geografia del Sacro e Infrastrutture della Mobilità Lenta. La Via Francigena.
Il contributo analizza il cambiamento di paradigma del turismo religioso contemporaneo, ridefinito come una dinamica geografia del movimento che intercetta un pubblico a base motivazionale diversificata, superando la dimensione puramente devozionale. Spostando il focus dalla meta all’atto dell’attraversamento, i cammini si configurano come infrastrutture territoriali leggere in grado di riattivare economicamente le aree marginali non interessate dai circuiti di massa. Attraverso lo studio della toponomastica della Via Francigena — intesa come sistema policentrico europeo — e del modello francescano — focalizzato sulla prossimità e sulla tutela delle aree interne — la riflessione introduce il concetto di “turismo generativo”. In questa prospettiva, il viaggio trascende il mero consumo dello spazio per evolvere in un processo creativo e co-progettuale, capace di generare valore etico e socio-economico condiviso tra il viandante e le comunità ospitanti.
25/11/2026 | Lezione 3. Sostenibilità, mobilità lenta e modelli di gestione per le aree lagunari. La Romea Strata.
Il contributo indaga il turismo religioso quale dispositivo strategico di pianificazione per la tutela e la valorizzazione dei territori fragili, focalizzandosi sull’interazione tra l’itinerario della Romea Strata e i paesaggi anfibi dell’Italia Settentrionale. Adottando una prospettiva geografico-territoriale, la sostenibilità viene quindi declinata come equilibrio dinamico tra mobilità lenta, configurazione spaziale e comunità locali. In qualità di “infrastruttura di cura”, la Romea Strata agisce come correttivo sistemico all’overtourism e allo spopolamento delle aree interne, riabilitando le aree lagunari da segmenti marginali a storici spazi di transito e sosta. Attraverso l’impiego di infrastrutture leggere, il modello favorisce la destagionalizzazione e una redistribuzione dei flussi dai poli ipersaturi (quali Venezia) verso i margini lagunari minori. Integrando l’etica francescana della cura del creato e della frugalità, lo studio teorizza infine il passaggio da un turismo di consumo a un “turismo generativo”, in cui il cammino lento e l’attraversamento consapevole si configurano come laboratori attivi di custodia e co-evoluzione del paesaggio.
02/12/2026 | Lezione 4. Turismo religioso, luoghi micaelici e sacralità. Geografia dell’altura, itinerari spirituali e costruzione simbolica dello spazio.
La lezione esplora il turismo religioso contemporaneo attraverso la geografia culturale, analizzando la sacralità come un processo di costruzione simbolica dello spazio. Al centro dello studio vi è il culto di San Michele Arcangelo, una figura liminale legata a una specifica “geografia dell’altura” (vette, grotte e promontori come Monte Sant’Angelo e Mont Saint-Michel), in cui la verticalità e la fatica dell’ascesa diventano elementi di sacralizzazione. Oggi, grazie a narrazioni territoriali come la “Linea Micaelica” e al recupero dei cammini storici (es. Via Francigena), questi santuari si sono trasformati da mete isolate in nodi di una complessa rete di mobilità spirituale. Inoltre, si evidenzia come i luoghi micaelici rappresentino una risorsa strategica per il rilancio delle aree interne, promuovendo un turismo sostenibile e a basso impatto ambientale. Tuttavia, per evitare i rischi di una mercificazione del sacro, emerge la necessità di nuovi modelli di gestione capaci di tutelare il silenzio e l’identità del paesaggio, trasformando l’esperienza turistica in una modalità consapevole di abitare e dare nuovo significato al territorio.
16/12/2026 | Lezione 5. Turismo religioso, Via Appia e Cammino Francescano. Strada imperiale, cammino spirituale e geografie della mobilità lenta.
La lezione analizza il turismo religioso contemporaneo come una forma di mobilità geografico-culturale capace di strutturare il territorio, mettendo a confronto l’asse lineare e monumentale della Via Appia, dove il sacro è incorporato nell’infrastruttura archeologica, con la rete reticolare e policentrica del Cammino Francescano, in cui la sacralità nasce in forma relazionale attraverso la pratica del camminare. Questa dialettica si riflette nelle geografie del Mezzogiorno italiano, inteso come cerniera mediterranea, dove la stratificazione storica dell’Appia meridionale e la dimensione itinerante di San Francesco trovano un punto di convergenza importante a Brindisi, nodo di transizione in cui il percorso terrestre si trasforma in un cammino marittimo verso l’Oriente. Infine, valutando le ricadute operative sulle aree interne e la pianificazione sostenibile (anche in ottica PNRR), il contributo evidenzia sia il rischio di museificazione dell’Appia sia la fragilità ricettiva della rete francescana, concludendo che il rilancio turistico del Sud non dipende da attrattori “artificiali”, ma dalla valorizzazione del senso storico del passaggio e dell’attraversamento territoriale.
ISCRIZIONE
L’attivazione del corso è soggetta al raggiungimento di un numero minimo di partecipanti.
Nel caso il numero minimo non venga raggiunto, l’importo versato verrà rimborsato interamente.